ACCORDI DI PACE PER L' OLTRETOMBA

Ma George W. Bush rischia di rovinare tutto

Scritto da Paolo Matera   venerd� 11 aprile 2003

Nuovi segni di disgelo fra il Vaticano e i dirigenti degli Stati Uniti.
Questa volta è Colin Powell in persona, la "colomba" dell'amministrazione
Bush, a far visita al Pontefice. L'impegno del Segretario di Stato Usa di battere sulla strada della diplomazia sembra aver chiuso definitivamente le porte dell'Inferno per tutti i belligeranti d'oltreoceano. Qualcuno ha malignato che dietro la tardiva apertura al Vaticano siano nascosti interessi volti all'installazione di basi militari in Piazza San Pietro e nel giardino di Castel Gandolfo, ma per i più si tratta di accuse circostanziate, del tutto prive, per ora, di una qualche conferma.
Gli sforzi di Powell hanno dato ottimi frutti anche sul piano delle sanzioni precedentemente comminate dalla Santa Sede al Governo Usa, riuscendo a
convertire le originarie tre "Ave Maria" più quattro "Atti di Dolore" a testa, in due soli "Padre Nostro" da recitare in ginocchio sopra una manciata di ceci arrostiti.
Pare tuttavia che la reazione di Bush davanti alla buona novella portata da
Powell non sia stata delle migliori: al Presidente non va giù soprattutto "la mancata garanzia di un salvacondotto per il Paradiso, nonostante nella Seconda Guerra Mondiale al Vaticano gli abbiamo salvato il culo!". E ancora:
"Non intendo lasciare che un prete vergine mi venga a dire dove devo andare dopo morto!".
Anche la Turchia non sembra disposta a cedere più di tanto, e a viva voce il
Parlamento di Ankara fa sapere che se alla prossima Pasqua Giovanni Paolo II non dovesse riuscire a completare da solo l'intero itinerario della Via Crucis in un tempo inferiore ai tre minuti e mezzo, l'esercito turco si vedrà costretto ad occupare il Nord dell' Iraq e a scacciare i Curdi dal primo all'ultimo.