I DIVORZI CHE HANNO SEGNATO UN EPOCA....

Le grandi separazioni che hanno in qualche modo influenzato la nostra vita (o meglio, la mia...)

Scritto da P. Pulitzer   luned� 16 luglio 2001

Quante volte, di fronte ad una notizia di una separazione abbiamo esclamato un sincero: "...nooo!! ma non lo avrei mai detto che si sarebbero lasciati...". E non parliamo solo di quelle notizie che arrivano spesso dalle cronache rosa che ci indicano la fine di un rapporto amoroso, di un matrimonio felice, o anche solo di una tresca tra una stellina (del cinema) ed uno stallone (non necessariamente del cinema...).
Ad esempio, una "separazione" che (almeno personalmente) mi colpì moltissimo fu quello di Mike Bongiorno dalla Rai, alla fine degli anni settanta. Mike e la televisione di stato erano, ai miei occhi di bambino neofita consumatore di tubi catodici, un po’ come un connubio indossolubile, come una connessione tra un corpo ed un organo vitale di quest'ultimo. Ma c'era un uomo, un chirurgo del business che aveva avuto l'intuizione del trapianto del secolo, ovvero togliere un pilastro della storia della nostra comunicazione ed innestarlo nella sua creatura, una piccola televisione privata che da lì a poco sarebbe diventata un pezzo importante della nostra storia televisiva.
La cosa buffa era che nessuno avrebbe mai immaginato che quell'uomo sarebbe diventato il nostro presidente del consiglio...E proprio parlando di politica, chi aveva più o meno l'età della ragione, non può non essere stato colpito da un'altra grande e storica separazione, ovvero quella di Berlino Est dall'egemonia del regime della Russia. Ricordo ancora oggi le edizioni dei telegiornali che, in diretta, mostravano migliaia di persone ballare felici per le strade della città mentre il muro veniva abbattuto a picconate. E ricordo ancora il mio senso di stupore ma di felicità partecipe sia per la condivisione di una libertà riacquistata, sia per la possibilità di essere presente in un momento tanto solenne.
Ancora oggi, avendo la fortuna di potere andare a Berlino, passo per la Friederichstrasse, la vecchia linea di confine tra la zona est e la zona ovest della città. E fermandomi di fronte a Check Point Charlie, ovvero la garitta di controllo di confine lasciata intatta a ricordo di quell'epoca triste, non posso fare a meno di ripensare a quella notte del 1989 davanti alla televisione. E da amante delle gare di automobilismo, non posso fare a meno di tornare con la memoria alla morte in diretta Gilles Villeneuve nel 1982, sul circuito di Zolder che lo separò per sempre dalla Ferrari. Ero un ragazzino che sognava ancora di fare il pilota, e seguivo le prove, quelle del sabato. Vidi arrivare il mio mito ad una velocità pazzesca, accorgersi all'ultimo momento della presenza del pilota che lo precedeva all'ultimo minuto, tentare di scartare ma inutilmente. Quando capii che quella cosa che volava da una parte all'altra del circuito come un fantoccio impazzito, altro non era che il corpo di Gilles, mi resi conto che non lavrei mai più gioito nel vederlo compiere quei duelli spericolati ruota contro ruota, e neppure mai più lo avrei rivisto girare come un pazzo su tre ruote cercando di guadagnare la strada dei box.
E’ strano poi, come a volte, i ricordi di certi momenti si colleghino a delle canzoni, a delle musiche particolari. E per me, quell' 8 maggio, rimarrà sempre legato ad una canzone di un gruppo che, vissuto un attimo di celebrità con due canzoni, si separò e non tornò nell'oblio, ovvero "I won't let you down" dei PhD. E a proposito di musica, ci sono state diverse separazioni che hanno lasciato un segno, non nella mia vita, bensì nella mia passione per questa sublime forma di arte. E’ giusto per citarne alcune, fin da quando ebbi l'età della ragione ed incominciai a comprare dischi e cassette, non capii mai perchè si separarono i Beatles, che mi affascinarono sin da quando sentii per la prima volta "the long and winding road". Perchè si lasciarono lo capii più tardi, quando riflettei su ciò che sarebbero stati se fossero sopravvissuti agli anni '70 e fossero arrivati fino agli '80. E ciò mi fu chiaro quando si venne a sapere che anche i Take That si sarebbero separati. Intendiamoci, lungi da me nel voler paragone i quattro bambolotti ai quattro baronetti, ma capii quanto a volte sia molto più intelligente lasciare quando si è al massimo delle proprio successo. E ancora, non mi sono mai rassegnato al fatto che Mogol e Battisti ad un certo punto della loro carriera decidessero di prendere strade diverse, o che un genio del basso come Mark King una volta lasciato i Level 42 si limitasse a suonare in produzioni non consoni alla sua bravura. E devo dirvi, che anche la separazione di Al Bano e Romina Power ha lasciato un certo segno, perchè essendo da sempre morbosamente attratto dal kitsch, questa coppia aveva sempre suscitato curiosità e stupore, con la figura della figlia bella del bello di Hollywood che lascia l'America per Cellino S.Marco, in Puglia...E l'elenco potrebbe andare avanti, anche con attori e comici, e potrei parlarvi della separazione dei Giancattivi (Athina Cenci, Francesco Nuti e Alessandro Benvenuti) surreali comici che, lasciandosi, hanno fatto trasformare Nuti in un normalissimo attore di film di cassetta. E poi ancora potrei parlarvi della Smorfia, di Totò e De Filippo, della Carrà e di Corrado e di mille altri ancora. Ma dovremmo fare un giornale solo per quello.
Ma di fronte a tante separazioni, questo mese c'è una grande unione....Quella di due grandi comici, ovvero Lorena e Massimo...Auguri ragazzi!!